2018
Riccardo Valdo

Una società mascherata

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La bellezza è una qualità capace di appagare l’animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione.

Siamo esseri umani, persone geneticamente differenti, sia esteriormente che interiormente: abbiamo emozioni, idee, sogni, speranze, ambizioni. Ma soprattutto abbiamo diverse qualità che ci rendono allo stesso tempo diversi e unici gli uni dagli altri, con una nostra bellezza intrinseca.

Abbiamo lottato per secoli alla ricerca di un progresso sociale che ci permettesse di lasciare la nostra impronta nel mondo; tramite l’istruzione siamo arrivati ad attenuare le differenze cercando di annullare quelle che una volta erano le classi sociali che creavano una spaccatura nella società. Tutto questo è stato fatto con l’obiettivo di permettere a tutti di inseguire il proprio  sogno, in autonomia senza essere limitati dall’ignoranza, troppo spesso usata sin da tempi antichi per controllare le masse popolari.

Studiamo la storia per non ripetere gli errori del passato, anche se spesso poi così non accade.

Siamo però realmente sicuri di inseguire unicamente il progresso, o, da un certo punto di vista, la nostra brama di innovazione e di conoscenza ci sta portando verso un’inevitabile regressione? Basti pensare al fatto che, quando si studiano gli episodi accaduti durante la seconda guerra mondiale si pensa a quanto sia stato crudele uniformare tutta la popolazione ebraica, privando ogni uomo della propria identità e della propria bellezza interiore ed esteriore che caratterizzava e differenziava ognuno di loro.

Lo stesso concetto di uniformazione della massa è applicabile anche oggi: l’innovazione ha portato sicuramente enormi vantaggi nel mondo, ma ha sviluppato però una comunicazione globale che di  fatto integra studi idee e culture differenti.

Questo ha di fatto portato anche ad un’estinzione di molte minoranze culturali uniformando le persone e improntandole ad uno stile di vita predefinito.

Ha generalizzato le idee, i pensieri.

Ha inibito i talenti personali troppo spesso non colti e sfruttati.

Viviamo in una società che ci sta privando della nostra diversità: una società in cui i canoni di bellezza e le idee ci sono imposte dai social media.

Un mondo in cui, molto spesso, chi si distingue dalla massa è destinatio all’esclusione dal gruppo. Un mondo in cui il nostro modo di vestire, i nostri acquisti giornalieri, i nostri pensieri riguardo determinati argomenti sono tutti simili, se non identici, a quelli degli altri.

Siamo una società che conforma al posto di mettere in luce le differenze e i diversi punti di vista delle persone.

Questo conformismo costringe ognuno di noi a portare una maschera, per cercare di somigliare il più possibile a qualcosa che in realtà non siamo, a qualcosa che ci renda simili alla società che ci circonda per sentirci accettati e parte del gruppo.

Ci abituiamo talmente alla maschera che portiamo ogni giorno che ormai ci riconosciamo in ciò che mostriamo anziché in ciò che siamo realmente.

Questa situazione dipende anche da un sistema scolastico non ottimale che di certo non ci aiuta in un percorso di crescita e di ricerca delle nostre diverse peculiarità: la scuola ci valuta tutti allo stesso modo e fornisce una formazione culturale di base che ci arricchisce senza però insegnarci come applicare questi insegnamenti nelle varie situazioni che andremo ad affrontare. Il percorso formativo è quindi improntato sulle conoscenze e non sulle competenze, senza inoltre permettere ad ogni studente di scovare il proprio talento e distinguersi.

Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”.

Questa è una frase di Albert Einsten, uno degli uomini più innovativi della storia umana, che nonostante avesse avuto problemi scolastici in alcune materie è riuscito a sviluppare i suoi talenti peculiari, lasciando un enorme impronta nella storia mondiale.

Egli ha mostrato al mondo che ognuno è capace di distinguersi dagli altri, senza conformarsi ad una società che oggigiorno ci rende uguali gli uni agli altri, costringendoci a mascherare ciò che siamo realmente.