2019
Matteo Tognella

Spirale Infinita

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– Siamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere – William Shakespeare – (Amleto)

“Siamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere”, questa è un po’ la frase che riassume la mia vita. Come la mia anche quella di molti altri che, come me, cercano sempre di poter dare di più di quello che sono. “Cosa farò da grande?”, questa è la domanda che tutti noi da bambini ci siamo posti. Quanto bello era viaggiare con la fantasia, dal voler seguire la carriera del padre, al diventare astronauta; da fare il mestiere della mamma, a diventare una principessa. Molti bambini e bambine fantasticano sul loro futuro e a poco a poco anche noi ritorniamo a piccoli passi bambini pensando a loro. Ecco, è proprio questa la magia che trasmette ogni bambino. Ma poi arriva quel momento in cui si inizia a diventare grandi, quando si inizia a lasciare la macchinina radiocomandata nella cesta dei giochi oppure la bambola a cui hai sistemato i capelli innumerevoli volte, per passare a cose più importanti. Lo studio, la cosa su cui i “grandi” di oggi ci spronano ed è effettivamente l’unica via di accesso sicura nel mondo del lavoro, qualunque esso sia.
È proprio qui che si fanno scelte che poi ti porterai dietro per una vita intera, scelte che ti formano, per quanto giuste o sbagliate siano. Nella mia vita ho affrontato parecchi ostacoli, ma sin da piccolo coltivo una passione, lo spettacolo. Ho iniziato con la danza; il ballo, da otto anni ormai, mi da quel potere di accantonare i problemi di tutti i giorni e di rilassarmi seguendo le note della musica. Sul palcoscenico mi sento me stesso, un luogo magico dove la gente ti vede per quello che sei in grado di fare, che tu stia recitando, ballando, suonando o cantando, il pubblico è lì per guardare te e questo mi dà un sacco di energia. Anche la musica o meglio la chitarra è una passione che nutro da quando ero piccolo. La musica e la danza mi hanno sempre dato quella marcia in più per poter andare avanti, spingendomi a dare sempre il meglio, senza tuttavia arrivare mai alla perfezione, perché c’è sempre da migliorare.
Non esiste un mondo perfetto, perché è proprio dagli errori che si imparano cose nuove. Questa frase può sembrare banale e ripetitiva, ma rappresenta tutti noi in ogni giorno della nostra esistenza; dalla prima caduta in bici, alla prima nota disciplinare.
Una scelta molto importante orientata a indirizzare i ragazzi verso il loro futuro è proprio la scelta della scuola superiore. Per quanto riguarda me, nel lontano 2013, la scelta della scuola superiore è stata presa sottogamba dal sottoscritto, non per pigrizia, non per imposizione dei miei genitori, solo perché al momento l’unica cosa che sapevo usare decentemente era il computer e quindi ho pensato che imparare a saperci “smanettare” sopra mi avrebbe portato ad un lavoro fisso, stabile, si diciamo un po’ l’idea del posto fisso. La passione artistica l’ho accantonata per le mille insicurezze che avevo, troppi “ma”, ”se” e “magari”. Solo ora, dopo quattro anni dalla scelta e quasi alla fine del mio percorso, mi rendo conto che sono arrivato solo ora ad un bivio, bivio dal quale continuano due strade separate che fino a poco prima erano rimaste solo parallele. L’informatica e il mondo dello spettacolo sono dunque le due strade che sto percorrendo parallelamente sapendo che alla fine dovrò sceglierne una. E ogni volta che ci penso mi continuo a chiedere quale sia meglio per me. L’errore di molti è seguire una strada rispetto ad un’altra perché reputata più semplice o perché si è costretti. Vorrei un giorno, tra qualche anno magari, guardarmi indietro e non avere il rimorso di aver scelto il percorso sbagliato, ma trovare ciò che mi appassiona. Può sembrare stupido ma è esattamente questo pensiero scorretto che porta la gente a fare determinate scelte, ognuno di noi deve essere libero di sapersi creare a proprio piacimento il proprio futuro.
L’opera in sé rappresenta un po’ quel susseguirsi di vicende infinite, tutte collegate tra loro in una spirale con un inizio, che possiamo assimilare alla nostra nascita; ma non ha una fine, prosegue fino a che non esce dai margini. Uscire dagli schemi. Spesso però noi stiamo lì, fermi. Stiamo lì fermi nella speranza che qualcuno venga a soccorrerci, come distesi inerti per terra. Sapete però qual è la verità? La verità è che molto spesso non c’è nessuno che ci aiuta; la vita è fatta così, di discese e di salite, di giorni di sole e di giorni di pioggia. Il vero segreto non è attendere perché l’attesa dura un’infinità, come il cielo stellato dell’opera; bensì sapersi rialzare, contare di spingersi sempre oltre, oltre le proprie aspettative e quelle di molti altri, dimostrando al mondo quanto vali perché si può sempre dare di più. Per me la vita è questo, una spirale dove due strade sono parallele e ad un certo punto di dividono. L’unica cosa è che non so ancora bene quale strada prendere anche se penso di avere le idee abbastanza chiare. Posso reputare la mia vita “colorata” come la spirale, poiché in tutto quello che faccio ci metto entusiasmo; il ballo rappresenta un po’ i colori e i cerchi della spirale, tutti frenetici, tutti in disordine, come dei ballerini su un palco; solo che ad un certo punto, dal caos si forma uno schema, i cerchi si riordinano, i ballerini si mettono in posizione.