2019
Riccardo Radosta

Nostalgia

[Voti: 2    Media Voto: 3.5/5]

“Nostalgia: il ricordo delle cose passate” William Shakespeare
Questa frase significa molto per me, mi ricorda il mio passato, la mia infanzia, tutti quegli anni trascorsi in quella bellissima terra. È ormai un bel po’ di tempo che ho abbandonato la mia terra natia, per trasferirmi nella città scaligera da quell’isola, la Sicilia, quel mondo a sé, pieno di difetti, di imperfezioni, spesso sentito nominare solo per fatti di cronaca nera, mafia, uccisioni o per l’incuria esercitata dall’uomo su una terra che non merita tutto ciò, che può offrire molto più di quello che appare, come ha fatto con me.
L’isola del sole, la Trinacria, la Sicania, tutti nomi per descrivere un’unica terra, una terra piena di popoli diversi, che ha visto dominazioni da tutto il mondo, Arabi, Greci, Fenici, ma anche Vandali, Ostrogoti, Bizantini, di cui ancora oggi abbiamo testimonianze, da Agrigento con in suoi templi, a Siracusa con il suo teatro Greco, da Catania e il suo Duomo a Palermo e la sua Cattedrale, una terra ricchissima, produttrice di olii, vini, arance, da secoli ormai lontanissimi. La Sicilia è piena anche di bellezze naturali, come lo stesso mare che dà lavoro a tantissimi pescatori ma anche ad albergatori, ristoratori, che vedono affluire nei loro locali una marea di turisti provenienti non solo da tutta Italia ma anche da molte parti del mondo, tutti venuti ad apprezzare quelle stupende spiagge di cui si sente tanto parlare, o per le tantissime riserve naturali ricche di fauna e flora mediterranea, impossibili da trovare altrove, o per visitare quella maestosa montagna che è l’Etna, quel vulcano che fa parlare di sé ripetutamente e, quando lo fa, offre spettacoli incredibili che si devono vedere almeno una volta nella vita, per capire la maestosa potenza della natura.
Di questa terra che fa parte del mio passato, del mio presente, e chissà? magari anche del mio futuro, ho ricordi unici; d’altronde è lì che sono cresciuto… le scampagnate con mio papà e i miei fratelli, le avventure a pesca, la mia prima moto, un bimbo che diventa uomo.

Note dell’immagine
Nel quadro è ho ritratto la Sicilia che, come ho spiegato prima, è la mia terra natia. I colori che saltano subito all’occhio sono due: il verde e il blu.
Partiamo dal più semplice, il blu. Il blu ritrae il mare, parte essenziale della mia Sicilia, che la fece diventare uno dei maggiori centri di commercio per molti secoli ma che favorì anche l’innovazione, grazie all’arrivo di molti popoli stranieri. L’altro colore è il verde, il verde indica una regione produttrice di olii, vini e molti altri prodotti gastronomici quali formaggi, carne; quindi, in una regione dove la terra è molto sfruttata, quale colore migliore del verde per indicarne la fertilità e il rigoglio? Oltre ai colori si vedono, in successione, tante Sicilie una dietro l’altra, per indicare il trascorrere del tempo, dal passato al presente, e lì si nota subito il cambio di tonalità, da un verde caldo, acceso per il passato, a un verde cupo e spento per il presente, perché per me la Sicilia, lasciata sola a sé stessa, è in decadenza nonostante riesca a suscitare ancora sensazioni uniche. In primo piano si notano delle parti dell’isola staccate, di color grigio scuro, che rappresentano il futuro, quello che avverrà se non cambiamo al più presto il nostro modo di comportarci nei suoi confronti e non le restituiamo la dignità che merita. La Sicilia di molto tempo fa, con tutte le difficoltà che ci potevano essere in un’epoca ancora primitiva e dove la vita era una costante lotta giornaliera, meno corrotta, più curata, era una Sicilia rigogliosa, in grado di competere con potenze di tutto il mondo. Questa mia ultima affermazione deriva dalle testimonianze, che mai scompariranno, che abbiamo di quelle epoche, tutti quei monumenti straordinari, robusti, creazioni immense per quegli anni e per le tecnologie a disposizione. Nella mia immagine ho voluto dare molta importanza a quella Sicilia piena di popoli diversi, richiamando le principali città siciliane con quei nomi che avevano sotto i vari domini: Greci, Romani, Arabi.
Risalta un solo nome, un nome che non ha niente a che fare con le varie dominazioni, un paese non importante come gli altri, per turismo, agricoltura, per tutto, un paese piccolissimo, di appena 1500 abitanti, ma che significa tanto per me: il paese dove sono cresciuto, dove tutto per me ha avuto inizio.
Le onde del mare si muovono a ritmo di musica, una musica che riassume tutti i miei sentimenti in una sola canzone, “Nostalgia”, di Rosa Balistreri; li riassume talmente bene che ho usato il titolo della canzone come titolo della mia opera.