2018
Kian Mir

Metadata

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

L’idea di quest’opera mi è venuta in mente guardando il film “il quinto potere” durante la presentazione sul funzionamento di WikiLeaks da parte di Julian Assange, sulla quale si vedeva il profilo di una persona formata dai dati.
L’ opera è di tipo procedurale ed è formata da un testo dinamico di 0 e 1, con lo scopo di simulare i bit che si scrivono su un terminale, che formano i dati in viaggio su internet, i quali vanno a creare il profilo di una persona, per raffigurare il fatto che su internet siamo costantemente controllati e influenzati.
Infatti, l’opera parla dei miliardi di dati che formano ogni giorno, su internet, notizie, post sui social network, messaggi su whatsapp, conversazioni su forum…
Tali informazioni o dati vengono utilizzati da governi, aziende e terzi malevoli per controllare le masse sia a livello mentale che fisico.
Oggi giorno, la maggior parte delle persone crede di essere libera di postare quello che vuole, di avere una propria privacy, oppure che le notizie lette sul World wide web siano sicuramente vere. Purtroppo non è così.
Internet è costantemente controllato da governi e agenzie di sicurezza, che con la scusa di mantenere “l’ ordine “, controllano i cittadini.
Il processo di controllo delle masse è facilitato da tutte le persone che condividono post su internet ignari del pericolo: per esempio, le odierne app. spesso chiedono di attivare la geo localizzazione.
Però, anche senza questa attività di controllo, i governi hanno migliaia di modi per capire dove ti trovi, come ad esempio utilizzando i metadati presenti all’ interno delle foto, oppure tracciando l’ indirizzo IP che ha postato la foto.
Inoltre esiste persino una professione , che è quella del data scientist, il cui compito è quello di immagazzinare, elaborare e controllare le informazioni che girano su internet.
Uno potrebbe dire che non posta foto o non usa ad esempio facebook ma anche lui è controllato. Infatti i browser contengono al loro interno dei dati chiamati cookie che servono ai siti internet per campire dove ti trovi, quali sono i tuoi interessi…
Questi cookie memorizzano tantissime informazioni: ogni volta che cerchi qualcosa sul web possono essere utilizzati dalle aziende per vedere cosa interessa alle persone.
Inoltre, molte persone sostengono di non avere nulla da nascondere, ma in questo modo vanno a nuocere a tutte le persone che invece tengono al proprio diritto alla privacy: “Affermare che non si è interessati al diritto alla privacy perché non si ha nulla da nascondere è come dire che non si è interessati alla libertà di parola perché non si ha nulla da dire” – Edward Snowden (nel mondo hacker conosciuto anche come Verax) è un attivista e sistemista informatico attualmente ricercato negli U.S.A. per aver rivelato, nel giugno del 2013, al mondo che l’ N.S.A e la C.I.A. spiano le nostre telefonate, attivano le webcam delle persone con la scusa del terrorismo.
Attualmente è rifugiato in Russia, perché secondo quelle persone che dicono di non dover nascondere niente e secondo i governi, il vero cattivo è lui, per aver infranto la legge sullo spionaggio.
Tale fatto è abbastanza ridicolo, visto che quelli che spiano i cittadini sono le aziende e i governi che incriminano Snowden.
Un altro aspetto molto frequente è anche quello delle notizie fake o modificate per mantenere il popolo all’ oscuro di fatti scomodi per quelli al potere.
Tutto questo è molto grave, perché rende le persone ignoranti e controllate dai governi, i quali applicano censure sulle notizie.
Come sempre, gli attivisti che rendono noto tali azione criminose, poi vengono a loro volta incriminati, come è capitato all’ hacker attivista Mendax, pseudonimo di Julian Assange, fondatore di Wiki leaks, un’ associazione di giornalismo senza censura, il quale ha reso pubblici 400 mila file del Pentagono americano riguardanti la guerra in Afghanistan, sul fatto che molti scontri armati avvenivano contro la popolazione indifesa afghana e non contro i terroristi.
A sostegno della notizia Assange aveva persino dei video.
La notizia fu resa pubblica anche dai quotidiani più importanti al mondo come The Guardian , il New York Times e Der Spiegel .
Anche in passato, quando queste tecnologie erano soltanto fantascienza o per pochi, alcuni scrittori spiegarono che avrebbero creato una dipendenza, che avrebbe permesso ai governi di controllare il popolo.
Come accade in uno dei racconti di Philip K. Dick, scrittore del ventesimo secolo, il governo crea notizie su attacchi terroristici falsi per instaurare il terrore nelle persone, per poi controllarle, Questo racconto è anche visibile nell’ episodio “safe and sound” della serie Electrik Dreams di Amazon origin, nella quale sono presenti molteplici racconti su questo argomento.
In conclusione, con questo scritto vorrei mettere in guardia le persone che giornalmente utilizzano internet inconsciamente, che credono a quello che leggono o che postano cose pensando che nessuno le possa vedere.
Avere a disposizione un strumento in grado di migliorare l’informazione, non implica che esso svolga tale compito veramente.