2019
Damiano Ghisellini

Legame indistruttibile

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“Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio.”
(Amleto)

Queste parole parlano di un rapporto speciale che si crea tra le persone. “Amicizia”: suona anche bene.
La sua importanza è enorme, ma viene spesso sottovalutata o data per scontata.
Io non riuscirei ad immaginare una vita senza amici, perché con ciascuno di loro ho creato un rapporto speciale e insostituibile.
Provate a pensare a quanto faccia male quando si litiga seriamente, quando si viene messi da parte o, addirittura, quando una vera amicizia finisce; il mondo ti crolla addosso e non hai più la forza di fare niente.
Tutto comincia ad apparire più triste, spento, grigio.
È in casi come questo che capisci quanto sia importante quel rapporto: non ci si può rinunciare.
“Reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità dei valori o dei caratteri e da una prolungata consuetudine.” (Fonte: Dizionario Google)
La definizione formale è fredda e distaccata, non tiene conto di tutti i ricordi, le emozioni, le situazioni e le esperienze vissuti insieme.
I tuoi amici, la tua compagnia, sono una seconda famiglia a tutti gli effetti; ti sostengono e ti spronano quando ne hai bisogno e sono le persone con cui, di fatto, passi più tempo.
Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di avere quella voglia irrefrenabile di vedere un amico, o di sentirlo per telefono, o semplicemente di scrivergli: questa è l’amicizia.
L’amicizia è quella certezza che c’è in tutte le nostre giornate e che si ritrova in ogni cosa, non solo nelle uscite in compagnia, ma anche nei messaggi, nelle chiamate, nelle foto e nei ricordi.
Il fatto che questa esista da sempre, è una cosa tanto banale quanto stupefacente. Basti pensare alla storia di Amleto, l’opera dalla quale è tratta la frase principale: il protagonista viene continuamente tradito, sia da suo zio che dagli amici Rosencrantz e Guildenstern; eppure non perde fiducia nell’amicizia, restando molto legato ad Orazio e perfino a Laerte.
Questo legame, quindi, non ha limiti di tempo e luogo, e resiste a tutto ciò che cerca di spezzarlo.
L’amicizia, quella vera intendo, è solida e indistruttibile, per questo ho scelto di rappresentarla con un triangolo: questa figura è l’unica ad essere indeformabile, ed è la più resistente di tutte, tanto che, nella realtà, è utilizzata per la realizzazione di moltissime costruzioni; inoltre ogni triangolo è unico, perché, dati tre lati, se ne può costruire uno e uno solo.
Ovviamente questa condizione non si crea all’istante, ma è frutto di qualcosa di più: i segmenti che compongono la figura finale si avvicinano e si rinforzano solo con il tempo, proprio come succede tra le persone. È sorprendente pensare a come la prima volta che ci presentano qualcuno ci sentiamo un po’ a disagio, abbiamo quasi paura a dare la mano e dire il nostro nome, e poi a come, passato un po’ di tempo, ci stiamo già scherzando, magari mangiando qualcosa insieme o bevendo una birra al bar.
Diciamo che, soprattutto i veronesi come me, la vedono così; siamo tanto legati alla “maraja” e ai “butei”, e cerchiamo di dedicare loro più tempo possibile, proprio perché in questo modo ci sentiamo parte di qualcosa di più grande e sappiamo di essere stati noi a costruirlo.
Questo concetto viene rappresentato con il cambiamento di colore di ogni segmento. Essi, infatti, si congiungono quando sono ancora di colori diversi; ma, una volta che si è creata la barriera, i segmenti cambiano completamente colore, completando la figura, e rendendo impossibile riconoscere le parti che l’hanno composta.
La definirei una cosa naturale: siamo predisposti ad avvicinarci a chi ci è simpatico “a pelle”; c’è un’intesa che si può definire quasi telepatica, tra amici. Quest’intesa, però, non è tutto.
Per mantenere vivo quello che inizialmente è solo accennato, serve un nostro intervento vero. Con questo voglio dire che è necessario esserci sempre per gli amici, nelle situazioni facili e in quelle più complicate; non voltare loro le spalle e assecondarli e difenderli anche se hanno torto.
“Il bello”, infatti, “non è sapere che i tuoi amici ti guardano le spalle, è sapere che tu guardi le spalle ai tuoi amici”.
E questo viene rappresentato con quello strano cerchio che si forma attorno al triangolo: è la protezione, la sicurezza, lo scudo che l’amicizia garantisce, perché “l’antidoto contro cinquanta nemici è un amico”.