2019
Simone Tomelini

Il matto l’amante e il poeta non sono composti che di fantasia

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Le persone sono rese uniche dalla propria anima: è l’anima che li differenzia dagli animali e dalle piante. Ogni persona nasce con un’anima non definita, che lentamente si sviluppa con noi, è la nostra compagna che non ci abbandona mai ma, spesso, siamo noi che cerchiamo di abbandonarla o di costringerla entro alcuni standard che ci imponiamo per non essere ritenuti ‘strani’ dalla gente.
Io credo che questo sia sbagliato: noi non dobbiamo abbandonare o modificare la nostra natura per essere accettati, perché il corpo e l’anima sono elementi differenti ma indissolubili.
Se un uomo perde la ragione viene definito matto, ma così non è perché, in realtà, i cosiddetti matti sono coloro che seguono ciecamente la propria anima senza curarsi di quello che la gente pensa, liberando la propria fantasia, ignorando tutti i limiti che la società impone e diventando un uomo libero, senza alcun limite a quello che può pensare e, quindi, a quello che può fare.
Ma il matto non è solo colui che perde la ragione: anche un innamorato può essere un “matto” perché, nonostante mantenga in parte la ragione, per il suo amore è disposto a fare qualsiasi cosa, così come il matto apre la sua mente e libera la sua fantasia per riuscire a capire come arrivare al suo obbiettivo e segue ciecamente la sua anima che lo guida verso i suoi istinti, rendendolo talvolta ignaro di ciò che gli accade attorno e di come stanno le cose realmente.
In questo l’amante arriva ad assomigliare ad un poeta che, nei suoi scritti, entra in un mondo completamente differente da quello reale. Il poeta segue la sua anima che lo guida attraverso ciò che ha vissuto o che vorrebbe vivere e lo trasforma in opere d’arte che, all’ apparenza, sono di facile comprensione ma che, in realtà, hanno un significato profondo e potente. Per scrivere queste righe il poeta, come i suoi due ‘compagni’, deve sprigionare la sua fantasia, trasformare un semplice evento della sua vita in una incredibile storia che riesce talvolta a dare un insegnamento a chi la legge. Così facendo il poeta, all’ interno dei suoi scritti, ha la possibilità di fare ciò che vuole, così come un matto che nella sua pazzia non conosce limiti in quello che può fare o un innamorato che non pone confini ai propri desideri.
Queste tre figure a prima vista possono sembrare totalmente diverse tra di loro ma, in realtà, hanno delle caratteristiche in comune e il loro obbiettivo è quasi lo stesso: compiacere.
Il poeta scrive per compiacere il suo pubblico, l’amante cerca di compiacere il suo amore e il matto, libero da ogni vincolo, può compiacersi di ogni cosa che gli passa per la mente.
Ma la cosa che davvero li rende simili tra loro è il fatto che tutti hanno abbandonato la vergogna e accettato completamente la propria anima. Queste figure, che ci sembrano totalmente estranee a noi, in fondo ci sono molto più vicine di quello che pensiamo: ognuno di noi è matto, amante o poeta, il punto è che non riusciamo a rendercene conto perché, come ho già detto, siamo troppo occupati a reprimere la nostra anima per conformarci alla massa, per non essere quello diverso o quello strano, divenendo gusci vuoti.
Vivere come un guscio vuoto, però, toglie il valore che la vita possiede, per questo dobbiamo riuscire anche noi a liberare la nostra fantasia, a seguire la nostra anima e le nostre passioni, a ignorare quello che la gente pensa di noi e di quello che facciamo; dobbiamo riempire di passioni e di emozioni il nostro guscio, dobbiamo lasciar fuoriuscire la follia che è dentro di noi, lasciarci trascinare dall’ amore, farci guidare dalla fantasia e trasformare una normale giornata in un’avventura, usando il potere delle parole.
Purtroppo, però, viviamo in un mondo totalmente razionale e questo mio pensiero rimarrà un’utopia perché, in un modo dove ognuno ha la libertà più totale, regnerebbe l’anarchia e noi siamo pur sempre umani e gli umani non possono sopravvivere in un mondo senza regole.

L’opera e composta di tre immagini in bianco e nero che rappresentano i “gusci vuoti”,a queste immagini sono sovrapposte delle fillotassi di piccoli cerchi di diverso colore e con un diverso angolo aureo, rappresentano l’anima delle figure che nonostante siano diverse sono tutte simili, al centro dell’opera appare una composizione prodotta da parti delle tre immagini precedenti ed è sovrapposta da una fillotassi con un angolo aureo tale che vengano ripresi i tre motivi delle fillotassi precedenti, questo sta a rappresentare come in ognuno di noi ci sia anche solo in una piccola parte un poeta un amante o un pazzo.