2018
Johnny Bonadiman

Futurismo

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Il fenomeno del futurismo ha una spiegazione genetica molto chiara.
La cultura dell’Ottocento era stata troppo condizionata dai modelli storici.
Il passato, specie in Italia, era divenuto un vincolo dal quale sembrava impossibile affrancarsi.
Oltre ciò, la tarda cultura ottocentesca si era anche caratterizzata per quel decadentismo che proponeva un’arte dove si fuggiva dalla realtà per rifugiarsi nel mondo dei sogni.
Nasce quindi all’ inzio del XX secolo con la pubblicazione del manifesto di Marinetti nasce in Italia un movimento artistico chiamato FUTURISMO, un’arte che esprimesse vitalità e ottimismo per costruire un mondo nuovo basato su una nuova estetica, derivato principalmente dalle guerre, dai cambiamenti politici e dalla comunicazione.
Il futurismo doveva rispecchiare la civiltà e la realtà industriale.
Tra gli obiettivi di questo movimento veniva proposta la rottura con i legami del passato sia in campo artistico, culturale e sociale al fine di proiettare la società verso grandissimi cambiamenti politici, tecnologici e di comunicazione.
Alcuni esponenti di questo movimento, ideologicamente, avrebbero voluto bruciare le biblioteche per tagliare il legame con il passato che avrebbe potuto ostacolare la rivoluzione, come si può leggere in uno degli 11 punti scritti da Marinetti “Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica.
” Secondo il Futurismo tutti i fattori che avrebbero potuto cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, telegrafo senza fili, radio, aeroplani, cineprese avrebbero portato l’essere umano a considerare una nuova realtà: la velocità.
Anche in campo pittorico i principi del futurismo sono l’esaltazione della vita moderna, delle macchine, della velocità e del senso di dinamismo, cercando di rappresentare oggetti in movimento e le loro successive posizioni.
La pittura futurista ha molte analogie con il cubismo e qualche notevole differenza.
Il cubismo scomponeva l’oggetto in varie immagini e poi le ricomponeva in una nuova rappresentazione.
Il futurismo non intersecava diverse immagini della stessa cosa ma interseca direttamente diverse cose tra loro.
La velocità nello scenario futurista è sinonimo di modernità e ha lo scopo di simboleggiare la proiezione della vita nel futuro e la frenesia di tutti i giorni.
Nei quadri futuristi, la velocità si traduceva in linee di forza rette che davano l’idea della scia che lasciava un oggetto che correva a grande velocità.
Come scrisse Marinetti “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.
Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
” Invece con la teoria del “cosmo” si cerca di rappresentare la continua ricerca dell’evoluzione attraverso il “volo” per simboleggiare che non ci sono limiti alle scoperte e all’evoluzione.
La simultaneità che viene utilizzata per rappresentare contemporaneamente elementi visivi e psichici ha lo scopo di superare la visione tradizionale al fine di riformulare una nuova idea di rappresentazione.
In uno degli scritti di Marinetti possiamo leggere come dovrebbe essere l’artista futurista ideale “Chi pensa e si esprime con originalità, forza, vivacità, entusiasmo, chiarezza, semplicità, agilità e sintesi.
Chi odia i ruderi, i musei, i cimiteri, le biblioteche, il culturismo, il professoralismo, l’accademismo, l’imitazione del passato, il purismo, le lungaggini e le meticolosità.
Chi vuole svecchiare, rinvigorire e rallegrare l’arte italiana, liberandola dalle imitazioni del passato, dal tradizionalismo e dall’accademismo e incoraggiando tutte le creazioni audaci dei giovani.
” Ho scelto di proporre quest’opera, l’aereo, che simboleggia il volo e la teoria cosmica dell’evoluzione, mentre gli spicchi distorti raffigurano la velocità dando dinamismo all’opera, invece i rettangoli all’interno degli spicchi richiamano il cubismo che ricorda Picasso uno dei migliori artisti dell’epoca.