2018
Giacomo Benante

E la storia si ripete…

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Si ricomincia nuovamente un’idea sbagliata.
Sembra incredibile, ma in un mondo sempre più tecnologico la religione ritorna a galla.
Certo, La tecnologia non esclude la religione, ma quello che può sorprendere è che tutto è cambiato.
Per esempio: si sviluppano le nuove medicine, le nuove regole mediche oppure anche nuove ideologie politiche, ma nell’ambito religioso è rimasta ferma l’idea che il proprio Dio sia l’unico e che esso abbia ordinato ai propri fedeli di porre fine alle altre religioni.
Tale convinzione nacque nel’ XI secolo, quando i musulmani vennero massacrati in nome di Dio dai crociati, dei cavalieri mandati dalla chiesa cattolica per riconquistare la Terra Santa.
Proprio quei cattolici che dovevano portare l’ideologia della pace ma che invece fomentarono la paura e sparsero sangue.
Ciò dimostra quanto possa essere disastroso capire in modo sbagliato i concetti dei propri libri sacri.
Il fatto che i crociati venissero considerati come difensori della fede è dimostrato dallo stemma, una croce appunto, che si trovava sugli scudi e sulle armature per combattere gli eretici, persone atee o con credenze diverse dai cristiani.
La prima crociata si svolse nel 1095: fu un fallimento, anche se comunque vennero uccise migliaia di persone.
Gli uomini dell’Occidente medievale diventavano crociati non tanto per la fede ma per altri motivi: alcuni per avere una grazia da Dio, cioè eliminare i propri peccati e poter andare in paradiso, altri per le ricchezze che si prendevano dopo una vittoria saccheggiando i territori, altri ancora per accrescere il prestigio della propria posizione sociale.
Tali aspetti mostrano come queste battaglie per la fede venivano combattute solo per scopi personali o per fermare l’espansione che stava avendo in quel tempo l’islam.
Le battaglie vengono definite guerre sante, un appellativo non corretto, in quanto una guerra che porta sangue , disperazione e caos non può avere “santo” come aggettivo, in quanto esso rappresenta calma e tranquillità.
Nelle crociate veniva utilizzata una strategia chiamata strategia della paura, una tattica che si sviluppava nei territori dell’islam, in quanto tutti i musulmani o gli atei erano terrorizzati dalla forza bruta esercitata dai crociati.
Tutti questi aspetti, che non si verificarono poi per mille anni, si ripresentano ora, nel nostro presente, ma ora siamo noi cristiani o credenti di altri religioni il bersaglio, compresi anche alcuni divisioni dei musulmani tra cui gli sciiti e i sufiti, minoranze con alcuni concetti differenti dai sunniti, la maggioranza di cui alcuni hanno creato un gruppo estremista di nome ISIS.
Questi estremisti utilizzano alcune delle ideologie e strategie dei crociati, tra cui la strategia della paura in quanto sono stati caricati in rete dei video in cui alcune persone uccidono in modo brutale delle persone.
Tutto ciò per mostrare cosa succede a chi gli va contro, oppure coi vari attentati che stanno facendo in tutto il mondo, tra cui uno dei più importanti in Francia, quando all’interno del teatro di nome Bataclan e davanti allo Stade de France, vennero uccisi 130 persone e ci furono più di 400 feriti, oppure quando a Nizza nella Promenade des Anglais, una passeggiata sul lungo mare, un uomo con un autocarro investì più di 180 persone uccidendone più di 80.
Tali avvenimenti hanno portato molte persone ad avere paura dei musulmani, arrivando anche a controllare militarmente le piazze e i posti in cui c’è più passaggio di persone.
Gli islamisti affermano che compiono questi attentati ispirati da Allah, in quanto, secondo loro, Dio ha detto ai musulmani di combattere e “conquistare” le altre religioni; anche questo è uno degli aspetti simili che hanno gli estremisti con i crociati, in quanto vivendo nel terrore, le persone cominciano a non fidarsi le une delle altre.
I cristiani si lamentano di ciò che stanno facendo i sunniti ma non dobbiamo dimenticare che siamo stati noi cristiani i primi a uccidere e conquistare in nome di Dio.
Perciò i crociati potrebbero essere considerati gli estremisti dell’antichità e gli islamiisti potrebbero essere considerati i crociati del futuro.

NOTE SULL’OPERA
L’opera è composta da una figura centrale divisa a metà : metà da un estremista (parte a sinistra) e metà dal crociato (parte a destra) per mostrare come essi si comportassero in maniera simile quindi essere considerati “la stessa persona”.
Negli angoli in alto si trovano i simboli dei 2 movimenti : sulla sinistra si trova il simbolo dei crociati (la croce),posizionato li per il rapporto passato-futuro che ha con la metà estremista sottostante; sulla destra si trova il simbolo degli estremisti, posizionato li per il rapporto futuro-passato che ha con la meta del crociato sottostante.
Lo sfondo colorato in nero ha delle “macchie” rosse che identificano il sangue, cioè le migliaia di uccisioni che hanno compiuto entrambi.